17 Dic Relazioni silenziose, quando il calo uditivo allontana chi amiamo.
La perdita uditiva non arriva mai sola ma porta con sé un senso di distanza che non riguarda solo ciò che si sente, bensì chi si ha accanto. Non è raro, infatti, che a cogliere i primi segnali non sia chi vive il calo uditivo in prima persona, ma coloro che, con sguardo attento e premuroso, vi sono vicini: un familiare che si trova a dover ripetere più volte lo stesso pensiero, un collega che riceve sorrisi incerti anziché risposte, un amico che si accorge di una partecipazione più timida alle conversazioni. Sono proprio loro, spesso, a notare il cambiamento!
Ciò che quindi accade è che con il tempo si crei una frattura silenziosa. Le parole si fanno più rare, l’ascolto diventa un esercizio faticoso e quei luoghi pieni di voci e risate, un tempo familiari, si fanno man mano sempre più lontani, come se appartenessero ad un mondo che scorre senza di noi. E questa fatica si riflette inesorabilmente tra chi è intento a comunicare e chi aspetta di essere compreso.
Ma questa distanza non è un destino scritto, al contrario! Riconoscere tempestivamente una perdita uditiva per poi affrontarla, non è solo una scelta individuale, è un gesto verso gli altri. È scegliere di continuare ad esserci davvero, di restare presenti dentro le relazioni che ci definiscono e ci tengono vivi!
Oggi la tecnologia offre soluzioni che non hanno nulla a che vedere con l’immagine superata degli apparecchi acustici del passato. Esistono dispositivi intelligenti, discreti, dotati di sistemi di connettività e capaci di adattarsi all’ambiente circostante, consentendo a chi li indossa e di tornare a sorridere tra il vivace brusio di una cena in famiglia, di seguire attivamente una riunione o di ascoltare una voce cara al telefono. In una solo parola, di condividere.
Per questo, parlare di udito significa parlare anche di empatia, comunicazione e presenza. Prendersi cura del proprio udito è molto più che “sentire meglio”, è scegliere di restare in relazione, di non perdersi momenti, parole ed emozioni. Perché il suono più prezioso è quello che arriva da chi ci vuole bene.
Dott. Giorgio Ciminelli – Laureato in Tecniche Audioprotesiche